Visualizzazione post con etichetta ecodonna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecodonna. Mostra tutti i post

giovedì 8 gennaio 2009

ALIMENTAZIONE E FERTILITA'

Vedo dalle statistiche del contatore che molte lettrici cercano sul blog rimedi naturali e consigli alimentari per regolarizzare il ciclo e/o aumentare le probabilità di concepire un bambino.
I due argomenti sono correlati, in quanto la regolarità mestruale è in genere sintomo di buon funzionamento dell'apparato femminile.

Per quel che riguarda la prima questione, come regolarizzare il ciclo, mi baso sul testo di Roetzer "La regolazione naturale della fertilità".
L'autore vi sottolinea come molte donne vedono il proprio ciclo alterato a causa di stress fisico o psichico, carenza cronica di sonno, poco tempo libero a disposizione, un'alimentazione sbilanciata. A tale proposito Roetzer suggerisce alcune semplici precauzioni:
  • preferire un'alimentazione integrale;
  • assumere magnesio, che può essere utile anche nelle mestruazioni dolorose (dismenorrea);
  • dormire in una camera completamente buia. La luce nella camera da letto e quella che penetra dalle finestre può rappresentare un fattore di stress e portare a cicli irregolari. Al contrario una flebile illuminazione in lunghe fasi di muco fertile (ma solo durante la fase di muco) può abbreviare tale fase;
  • si può fare un tentativo con un prodotto a base di erbe (Agnus Castus, un estratto alcolico di una pianta, la Vitex Agnus Castus; in Italia disponibili le gocce Agnus Castus dei Lab. Boiron).
L'autore sottolinea come la pillola non sia la soluzione migliore per regolarizzare il ciclo, perché durante la sua assunzione si hanno sì "mestruazioni regolari", ma esse sono false mestruazioni, e dopo la sospensione il ciclo ritorna solitamente alla consueta irregolarità. In casi particolari, avverte Roetzer, può essere invece utile una terapia ormonale mirata, da ponderarsi però caso per caso con il medico.

Per quel che riguarda il rapporto tra fertilità e alimentazione faccio riferimento invece ad un articolo pubblicato sul numero 228 di Terra Nuova (maggio 2008): "La fertilità vien mangiando", di Giuliana Lomazzi.
Il dottor Piero Mozzi identifica le cause dell'infertilità nell'inquinamento, nella raffinazione dei cibi e nello stile di vita. Incide sull'infertilità di entrambi i sessi la sedentarietà e la mancanza di esercizio fisico. Per quel che riguarda l'uomo "la dieta scorretta, l'uso di slip e pantaloni attillati, la sedentarietà (soprattutto il fatto di stare seduti a lungo su sedili di plastica in auto, e su sedie dello stesso materiale a casa) causano un surriscaldamento dei testicoli. [...] Anche nella donna, l'alimentazione e la mancanza di esercizio fisico sono alla base di infiammazione delle ovaie".

In ambito alimentare il dottor Mozzi consiglia:
  • via latte e latticini, che sono ricchi di ormoni e infiammano gli organi sessuali;
  • moderare i cereali; consumare una quantità eccessiva di carboidrati in forma di pasta, pane, pizza, focacce, oltre ad introdurre troppo glutine e ad alzare l'indice glicemico, fa sì che assumiamo calorie in eccesso e il sovrappeso rende più difficile il concepimento. In questo senso sono negativi sia il sottopeso che il sovrappeso, per cui è importantissimo mantenere il giusto peso forma, senza esagerare in un senso o nell'altro;
  • consumare vegetali a pranzo e a cena; non eccedere però con la frutta, ricca di zuccheri;
  • eliminare carne di maiale, salumi, fritti e soffritti.
L'articolo cita anche alcuni studi per i quali è importante fare attenzione a questi nutrienti:
  • acido folico: presente nelle verdure a foglia e nei legumi, è meglio assimilata dai vegetariani, che assumono molta vitamina C, necessaria per il suo assorbimento. Oltre che essere raccomandata alle donne che vogliono concepire per la protezione che offre contro la spina bifida, ha effetti benefici anche sull'uomo, perché riduce il rischio di sperma anomalo;
  • ferro: il consumo di ferro di origine vegetale diminuisce le disfunzioni ovariche;
  • zinco e manganese: hanno un'importante funzione di regolazione ormonale; il manganese è contenuto nei semi di zucca, nelle noci del Brasile, nei piselli secchi, nei cereali integrali, in mandorle, noci, nocciole; lo zinco è contenuto in mandorle, piselli secchi, cereali integrali.
Purtroppo, quando si presentano problemi di infertilità, i medici non propongono di correggere la dieta e cambiare stile di vita, ma consigliano manipolazioni, fecondazione assistita e fecondazione artificiale, con costi elevati e pochi risultati.

Auguri a tutte!

giovedì 6 novembre 2008

MISURARE LA TEMPERATURA BASALE

Vedo dalle statistiche che molti di voi lettori sono interessati ai metodi naturali di regolazione delle nascite, per cui penso di scrivere qualche post di approfondimento, cercando di rispondere alle domande che ponete a "Google" e che vi portano qui.


Comincerei col rispondere alla domanda: "come si misura la temperatura basale?".
Per prima cosa è da chiarire che per i metodi naturali non è di alcuna utilità la misurazione della temperatura "esterna" (per intenderci quella che si misura mettendo il termometro sott'ascella), ma bisogna misurare la temperatura "interna", altrimenti detta "basale".
La misurazione quindi può essere orale, vaginale o ... ehm... mmm... ehm... come si misura la febbre ai bambini... (che cosa mi tocca scrivere...).
E' molto importante che la temperatura non sia quella esterna, perché la differenza con quella basale può essere notevole (anche più di un grado).

In genere nei manuali raccomandano di utilizzare un termometro al mercurio, perché più sicuro, ma debbo dire che io non ho notato una differenza così grande e ho sempre usato il termometro digitale, che ci mette poco e suona, così non devo stare attenta a non riaddormentarmi. Al limite, se ho dei dubbi, misuro più volte. Io consiglio di provare con quello, per evitare che la misurazione diventi una scocciatura davvero eccessiva e si finisca per rinunciare. Al massimo, poi, se ci sono problemi nella misurazione (ad esempio se il rialzo è minimo e difficile da misurare), si è sempre in tempo per passare al termometro al mercurio.

La misurazione è meglio che avvenga la mattina, appena sveglie, prima di alzarsi. Per questo il termometro deve essere a portata di mano. L'orario deve essere circa lo stesso (con una differenza al massimo di un'ora). Se si fanno turni di lavoro notturno o che impediscono la misurazione sempre alla stessa ora, si può imparare come la temperatura alta e bassa cambino nel corso della giornata (per cui una donna può imparare che per lei 36.7 è alta la mattina ma bassa il pomeriggio, ecc; potrebbero anche non esserci differenze significative), o fare a meno della temperatura e utilizzare l'autoesame della cervice (vedi i post sui metodi naturali).

All'inizio si misura la temperatura tutti giorni (da quando finiscono le perdite mestruali), poi, quando si è visto chiaramente quali temperature sono "basse" e quali "alte", si misura solo per una settimanetta, dai segni di fertilità alle prime tre temperature alte (la differenza tra temperature alte e basse è diversa per ogni donna, ma tende a rimanere stabile).

Sconsiglio vivamente di cominciare a fare pratica d'estate: ho sentito diverse donne concordare che col caldo il termometro "impazzisce", nel senso che le temperature possono "sballarsi". In vacanza consiglio di usare muco e cervice, che possono essere più che sufficienti.

A presto ulteriori approfondimenti.

mercoledì 1 ottobre 2008

ANCORA SUI METODI NATURALI (2)

Come promesso vi posto qualche tabellina per chiarire il discorso sui metodi naturali, che a molte sarà sembrato un po' troppo teorico.

Per prima cosa ecco un'immagine (purtroppo ve la posso mettere solo in bianco e nero), tratta dal testo di Michele Barbato, che illustra in modo schematico l'andamento delle modalità di percezione del muco cervicale:Dunque qui vedete che la prima parte non fertile del ciclo femminile ha una durata variabile da donna a donna, poi vi è il sintomo del muco, che aumenta di quantità e diventa, da bianchiccio e grumoso, sempre più fluido e trasparente. Ogni donna, con l'esperienza, può imparare a riconoscere l'inizio del periodo fertile dalle modificazioni del muco.
La seconda parte non fertile del ciclo è invece in genere di circa 11 giorni.

Poi vi metto come esempio una tabellina compilata da una paziente di Roetzer:


  • in alto i numeri indicano i giorni del ciclo (il giorno uno è il primo giorno di mestruazioni);
  • sotto la donna ha messo la data di inizio e i giorni del mese;
  • sotto ancora ha indicato le perdite mestruali;
  • qui non ci sono ma in genere si indicano con X i rapporti sessuali;
  • poi ha segnato le sensazioni o il muco (all'esterno, quello osservabile sugli slip): questa donna ha segnato Pc (indica delle perdite continue), mentre la maggior parte delle donne avrà una sensazione di As (asciutto) o Ø (sentito niente); poi ha osservato del M (muco), prima Op (opaco), poi Ch (chiara d'uovo, trasparente); poi di nuovo Pc;
  • sotto ha segnato la temperatura al mattino: nella prima parte del ciclo questa donna ha una temperatura inferiore a 36,6 (essendo una donna esperta ha cominciato a misurare solo ai primi segni di ingresso nel periodo fertile); nella seconda parte la temperatura è superiore a 36,7; questi dati variano da donna a donna, ma sempre con una fase di temperatura bassa e una alta;
  • come vedete la paziente ha contato all'indietro sei temperature basse prima del rialzo: il periodo fertile inizia il giorno segnato col 6 (in cui però un concepimento è più improbabile, anche se possibile), e finisce la sera del terzo giorno di temperatura alta (alcune aspettano la sera del quarto giorno, ma è molto sicuro anche così). In pratica i giorni fertili si vedono dalle temperature alte cerchiate nella tabella, più 6 giorni contando all'indietro;
  • in basso sono indicate le modificazioni della cervice osservate con l'autoesame del collo dell'utero: all'inizio la cervice è chiusa (.) e dura (d), poi diventa morbida (m), si apre (o) e si alza. Poi ritorna bassa, chiusa e dura.

Come vedete i dati si confermano l'un l'altro, per cui il periodo fertile di questa donna inizia con il comparire di M op e l'aprirsi e alzarsi della cervice; finisce la sera del terzo giorno di temperatura alta, assenza di M e cervice chiusa e dura.
Ogni donna deve osservare le caratteristiche del proprio periodo fertile, per cui per un'altra il periodo può iniziare ad esempio direttamente con M ch; oppure potrebbe non individuare M per abbastanza giorni all'esterno e doverlo prendere alla cervice (M ci può mettere anche due giorni a scendere verso l'esterno), ecc.

Dunque, una volta apprese le caratteristiche del proprio M fertile e le modificazioni della cervice, si può individuare inizio e fine del periodo fertile anche senza misurare la temperatura, solo con l'autoesame della cervice, come ha fatto un'altra donna in questa tabella:


Vedete anche qui la cervice che diventa morbida, si apre e si alza, per poi tornare chiusa e dura. In più vedete che la donna ha premuto con due dita la cervice (v) e ha segnato le caratteristiche del muco. Il periodo fertile è iniziato il giorno nono del ciclo, dunque alla comparsa del muco (prima biancastro, poi trasparente), ed è finito la sera del diciassettesimo, terzo giorno di cervice chiusa e dura e muco assente.

Dunque i primi mesi bisogna misurare la temperatura e l'inizio del periodo fertile si può vedere solo a posteriori, contando all'indietro dal rialzo della temperatura, poi invece si può stabilire prima anche solo con il muco e la cervice, e diventa davvero semplice e comodo.

Anche le tabelle si possono semplificare: ognuna si può fare la sua e stamparsela in versione tascabile.
Qui ne vedete una semplice semplice con lo spazio per segnare data, ciclo, temperatura alta e bassa (in cifre), cervice e muco.


Spero di non avervi annoiato troppo! E di non avervi confuso ulteriormente le idee!

Per ora mi sembra di aver detto tutto l'essenziale. Con questi post volevo solo dare un'idea generale dell'argomento, e se vi interessa potete approfondire sui testi che vi ho già indicato, fare un corso, rivolgervi ad un'insegnante di metodi naturali qualificato (vedi gli altri post sui metodi naturali), ma soprattutto... fare pratica!

ALLARME MELAMINA PER BIMBI E ANIMALI

E' di questi giorni l'esplosione dell'allarme melamina nel latte cinese, che ha avvelenato migliaia di bambini.

Motivo in più per seguire i consigli del dottor Luciano Proietti, che raccomanda, nel suo libro "Figli vegetariani", di dare ai bambini il latte materno, prolungando il più possibile l'allattamento ed evitando assolutamente il latte vaccino o di altre specie.
Tra l'altro l'allattamento è consigliato ormai universalmente dagli specialisti, e la cultura dell'allattamento al seno è promossa da diverse associazioni.
In rete ci sono innumerevoli siti che si occupano dell'argomento. Ve ne segnalo solo due a titolo esemplificativo:
http://www.allattare.net/
http://www.allattare.info/

Dal primo traggo una divertente immagine, opera di Peter Petri:

Un articolo su Lastampa.it ci avverte che la melamina è stata trovata recentemente anche in alcune confezioni di cibo per animali venduto in Italia (per ora non si sa di quali marche), e scopriamo che negli Usa lo scandalo melamina nel cibo per animali è scoppiato già nel 2006, con la morte di migliaia di cani e gatti.
In rete si trova una lista di prodotti ritirati negli Usa, nella quale compaioni marche rinomate come Royal Canin, Iams ed Eukanuba. Non posso giurare sulla sua attendibilità, però mi inquieta...
Per alcuni consigli su marche di cibo per animali bio, o addirittura vegetariano, leggete qui.

Da tutto questo traggo una triste conclusione: pare proprio che non ci sia molto rispetto per i cuccioli, delle altre specie come della nostra...

mercoledì 24 settembre 2008

ANCORA SUI METODI NATURALI

L'ultimo post era un po' tecnico e spero di non avervi annoiato troppo.
Mi auguro poi di non aver disgustato troppi lettori giunti sul blog per cercare la ricetta dei sofficini e finiti a leggere di muco cervicale e ciclo femminile!!!

Appena ho accesso ad uno scanner vi posto qualche tabellina di esempio e altri schemini dai libri che ho consultato, così il discorso diventa un po' più chiaro...
Credo che i metodi naturali possano essere utili a tutte, magari da affiancare ad altri sistemi, per avere uno strumento in più, che non guasta mai, e per conoscere il nostro corpo e viverlo con consapevolezza.

Debbo dire che inizialmente ero un po' scettica, perché pensavo che i metodi naturali si riducessero al conto dei giorni di Ogino, che, come tutti sanno, vale solo per le donne regolari come un orologio, cioè decisamente non per me...
Poi un'amica me ne ha parlato molto bene, spiegandomi che c'erano metodi, come il sintotermico, che potevano essere utilizzati anche dalle donne con cicli molto irregolari. Mi ha indirizzato al C.A.Me.N (Centro Ambrosiano Metodi Naturali, Via S. Cristoforo 3/5 - Milano - tel. 0248953740), che organizza corsi per le coppie. Come la maggior parte degli enti che si occupano in Italia dell'argomento è di ispirazione cristiana, ma ovviamente accessibile a tutte, e tutte le donne che ho conosciuto che usavano i metodi naturali hanno frequentato le loro lezioni (nessuna però sapeva della cervice, su cui forse non insistono).
Anche quando mi sono rivolta ad un consultorio pubblico mi hanno indirizzata a quello diocesano, perché i centri cristiani sono in Italia i punti di riferimento con più esperienza, anche se ci sono ovviamente anche medici "laici" esperti nel campo.

Io però non amo seguire corsi, che poi vengono fatti solo in certi periodi dell'anno, quindi ho cercato in rete l'elenco degli insegnanti di metodi naturali qualificati. Ci sono sia ginecologi che donne comuni "esperte" e qualificate. Io consiglio una di queste ultime, perché credo che chi usa questi metodi sia più adatto ad insegnarli rispetto ad un medico che ne conosce la teoria ma potrebbe avere poca esperienza della pratica. Poi ho l'impressione che alcuni medici tendano a proporre varianti molto restrittive del metodo, "sicurissime", per carità, ma che esigono tempi di astinenza decisamente troppo lunghi, quando ci sono versioni meno restrittive che garantiscono una sicurezza comunque paragonabile a quella dei contraccettivi meccanici, fino quasi a quella della pillola (non parlo di tutti, ovvio; io per esempio mi sono trovata molto bene, in questo senso, con il mio medico di famiglia) . Penso che ogni donna si debba sentire libera di "adattare" questi metodi alla propria esperienza e alle proprie esigenze, secondo il grado di sicurezza di cui necessita.
Io ho scelto una ginecologa e non mi sono trovata molto bene: mi ha messo davanti una tabella assurdamente complicata (credo che sia quella usata dal Camen), mi ha dato qualche sommaria informazione teorica, e mi ha chiesto di compilarla.
Ovviamente io non ci ho capito niente, non riuscivo a trovare 'sto benedetto muco, sbagliavo a misurare la temperatura, le "sensazioni" mi sembravano un po' tutte uguali, ecc.
Allora mi sono messa a cercare dei testi per studiare da autodidatta.

Ho dunque trovato il testo di Roetzer, che usa una tabellina più semplice e dà molti consigli pratici. Oltretutto ha anche un indice analitico per cercare all'occorrenza soluzioni a problemi specifici. Però non capivo ancora bene le differenze tra i tipi di muco.

Poi ho consultato anche altri testi:
  • La regolazione naturale della fertilità. Scienza, cultura, esperienza, di Michele Barbato, CODIT, un "tomone" decisamente tecnico, ma utile perché include foto dei diversi tipi di muco. Sono schifose, certo, ma finalmente guardandole mi sono chiarita le idee! Poi include tanti esempi di tabelline dei principali centri internazionali, con l'indicazione delle regole seguite da ciascuno per determinare il periodo fertile, presentando quindi i metodi più seguiti oltre il sintotermico del C. A. Me.N. e di Roetzer, e dà anche qualche consiglio per l'autosservazione del muco e l'autoesame della cervice. Io l'ho trovato utile, però se non avete l'animo delle autodidatte e vi spaventano i saggi tecnici non ve lo consiglio;
  • Educazione ai metodi naturali. Guida per coppie con audiovisivo, di Ferdinando Colombo e Roberto Carugno, a cura del Cisf, un libretto molto semplice e chiaro, pratico, anche questo con una tabellina facile da compilare. Nella seconda parte tratta delle motivazioni cristiane dell'utilizzo del metodo, mentre nella prima parte si occupa, in maniera veramente semplice ma scientificamente precisa (gli autori sono due medici) del metodo sintotermico, anche qui con utili foto dei diversi tipi di muco, ed esempi pratici di cicli ideali e anomali. Purtroppo però non approfondisce l'autoesame della cervice, metodo, come già detto, poco "accettabile" per la mentalità comune italiana, che tende a vedere con sospetto una tale familiarità con il proprio corpo. Dato che le donne spesso manifestano un rifiuto per questo metodo, esso viene trascurato nelle opere più divulgative. Non credo che venga evitato per "bigottismo", in quanto la cervice compare nelle tabelline del Camen e i testi divulgativi di ispirazione cristiana ne accennano qualcosa, piuttosto penso che si tratti di volontà di non offendere la sensibilità delle donne e di non forzarle ad un metodo che può risultare sgradito. Sull'audiovisivo incluso non so nulla perché non l'ho visto. Comunque consiglio sicuramente il testo alle donne che cercano un manualetto sintetico, con figure e schemini esplicativi.
Mi sono dunque "studiata" per bene i testi e in pochissimo tempo, grazie all'esame della cervice che mi permetteva sempre di trovare il muco e confermava i dati della temperatura, sono diventata una vera "esperta", tanto da prevedere sempre il rialzo della temperatura, inizio e fine del periodo fertile, durata del ciclo, che pure è irregolarissimo. Mi sono confrontata con il mio medico di famiglia che mi ha confermato l'esattezza delle osservazioni, la validità scientifica del metodo e la sua sicurezza.

Allora in un prossimo post concludo l'argomento con qualche esempio pratico, e poi non preoccupatevi che torniamo ad argomenti più adatti all'ora di pranzo!

(Vedi gli altri post sui metodi naturali).

martedì 23 settembre 2008

LA REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA' di Josef Roetzer

Premetto che la pratica della regolazione naturale della fertilità non è indicata solo a chi ha una fede religiosa o una particolare propensione naturalista-ecologista, ma è un'utile esperienza preliminare per tutte le donne che si accingono a vivere la sessualità in maniera consapevole e intendono aderire ad uno stile di vita che porti loro armonia.
Al contrario degli anticoncezionali si può utilizzare non solo per evitare una gravidanza ma anche per cercarla. Inoltre non ha effetti collaterali, non dà allergie, non inquina, non fa ingrassare, ecc.

Vi ho già detto che sono una decisa sostenitrice dei metodi naturali, e vorrei consigliarvi qualche lettura in merito. In particolare ho trovato "La regolazione naturale della fertilità" del dottor Roetzer un manuale completo, semplice e pratico sul tema:

Dr. Josef Roetzer La regolazione naturale della fertilità. Il metodo sintotermico di Roetzer
a cura di S. Girotto e G.C. Stefanella
1995, Edizioni Libreria Cortina, Verona.

L'autore è uno dei massimi esperti mondiali di metodi naturali, e si è occupato per più di 40 anni esclusivamente di consulenza e ricerca sull'argomento, elaborando, anche grazie all'esperienza delle sue numerose pazienti, un metodo che può offrire, se ben applicato, una sicurezza paragonabile a quella dei contraccettivi chimici e meccanici.

In sostanza questo manuale insegna a registrare il ciclo femminile e gli indici di fertilità su apposite tabelle, per indentificare con certezza i giorni fertili e i giorni infecondi, in modo da scegliere con consapevolezza il concepimento o evitarlo in modo sicuro, anche nel caso di cicli molto irregolari. Il metodo è sintotermico, cioè si basa sull'osservazione di alcuni segni di fertilità (modificazioni nel muco cervicale, aspetto della cervice, sensazione di umido o asciutto) e sulla misurazione della temperatura interna.
Il testo presenta numerosi esempi di tabelle compilate dalle pazienti del dottor Roetzer, per illustrare passo passo come registrare le osservazioni anche in casi particolari come cicli irregolari, perdite, allattamento, premenopausa, sospensione della pillola, lavoro notturno, malattia, ecc.

Si comincia a registrare il ciclo con l'inizio delle mestruazioni, cioè il primo giorno del ciclo è il primo giorno di mestruazioni e si comincia a compilare una nuova tabellina.

Concluse le perdite si misura la temperatura interna la mattina prima di alzarsi e si attendono i segni di fertilità.
Infatti nella prima fase non fertile si avvertono delle sensazioni di "asciutto", in seguito si può osservare il muco cervicale, prodotto cioè dal collo dell'utero, all'inizio poco e biancastro/opaco/grumoso (muco di "bassa qualità"), poi in maggiore quantità e trasparente/filante/fluido (muco di "alta qualità"), a volte con presenza di sangue. La cervice si alza, si apre e diventa più morbida. Il muco del primo tipo è per molte donne segno di non fertilità, il secondo di fertilità, ma la cosa può variare leggermente da donna a donna, e si impara con l'esperienza.

Verso la fine del periodo di muco "a chiara d'uovo" (il testo utilizza i termini inventati dalle pazienti del dottor Roetzer per registrare sensazioni e sintomi) la temperatura al risveglio comincia a salire, e si mantiene alta fino alla fine del ciclo, per circa 14 giorni. Il muco torna biancastro o sparisce e la cervice ritorna chiusa e dura.

Il periodo da considerarsi fertile inizia con le ultime 6 temperature basse e si conclude al pomeriggio del terzo giorno di temperatura alta, e quindi dura in pratica sugli 8 giorni (già la sera del nono si può considerare non fertile).
Sembra complicato ma è più facile da fare che da spiegare.

Il punto forte del libro sono a mio parere i consigli, basati sull'esperienza diretta di donne esperte, per semplificare il metodo, arrivando a registrare la temperatura per pochi giorni per ciclo, fino anche a fare del tutto a meno della misurazione della temperatura, con risultati altrettando validi.
Infatti il dottor Roetzer spiega come le sue pazienti abbiano imparato ad individuare il periodo fertile esclusivamente con l'autoesame del collo dell'utero: la donna ogni giorno raggiunge con due dita la cervice, una protuberanza emisferica che è l'orifizio esterno dell'utero, la preme leggermente tra le dita, estrae ed osserva il muco. Il periodo fertile inizia con le prime modificazioni del muco, sempre più fluido e trasparente (bisogna individuare almeno 5/6 giorni di muco "fertile") e della consistenza/posizione della cervice (alta, morbida e aperta), e finisce il terzo giorno di cervice chiusa e dura.

Questo metodo è molto più semplice da imparare, e adatto anche alle donne che si trovano male a misurare tutti i giorni la temperatura, o faticano a distinguere "sensazioni" di umido o asciutto, o non trovano il muco all'esterno della vagina, o comunque non per abbastanza giorni. Ha lo svantaggio di essere poco adatto a donne che non hanno troppa confidenza con il proprio corpo, per cui per esempio se non siete mai riuscite a mettere un tampax certo questo metodo non fa proprio per voi... :-)
Da alcune persone, soprattutto uomini, è addirittura visto come una pratica "sconveniente", e vista con diffidenza. Per questi motivi in Italia questo sistema non è molto conosciuto ed insegnato, malgrado la sua praticità e sicurezza.

Mi ha colpito leggere che l'autoesame del collo dell'utero è conosciuto e praticato in molti paesi del terzo mondo, come un segreto custodito gelosamente fra donne e tramandato di madre in figlia, come rivelato a Roetzer da una suora infermiera di colore dell'africa Orientale.
Il dottor Roetzer fa espressamente presente che questo esame è stato scoperto dalle donne stesse e da loro divulgato con grande entusiasmo, e che quando le sue pazienti gliene parlarono per la prima volta all'inizio non riusciva a credere che fossero possibili osservazioni del genere. Solo anni dopo è venuto a conoscenza degli studi scientifici sull'argomento.

E' una sorta di "test biologico incorporato", che può essere letto in qualsiasi momento, ad esempio anche poco prima di un rapporto per verificare la fecondità.
Le donne che ne fanno uso sono entusiaste delle possibilità offerte da questo esame, perché permette una più sicura circoscrizione dei giorni fecondi. Una donna esperta, dopo una vacanza, ha scritto tra le sue annotazioni una frase che mi sento di sottoscrivere: "Andata in ferie, cambiato clima, dimenticate tabelle e termometro, grazie a Dio ho con me la cervice".

Nei prossimi post qualche tabellina di esempio e altre indicazioni per chi volesse apprendere il metodo sintotermico.

giovedì 28 agosto 2008

ASSORBENTI ECOLOGICI? MOONCUP!

Dopo aver trattato dei pannolini, passiamo ora agli assorbenti.
Le ecodonne cercano in genere di non pensare ai danni procurati all'ambiente dalla produzione e dallo smaltimento degli assorbenti da loro consumati, ma questo è purtroppo un problema gravissimo, in quanto, come già detto a proposito dei pannolini, il gel assorbente contenuto in questi prodotti impiega 500 anni a decomporsi, e le nostre discariche si riempiono di assorbenti usa e getta. Per non parlare dell'energia e delle risorse utilizzate per produrli, dell'inquinamento sempre legato alla produzione, e delle sostanze chimiche che entrano in contatto con il nostro corpo provocando allergie e irritazioni. Questi problemi riguardano soprattutto gli assorbenti usa e getta industriali, compresi quelli interni, anche se questi ultimi in misura minore dato che si decompongono più velocemente.

Le alternative sono:
  • ASSORBENTI LAVABILI: stesso discorso dei pannolini, ce ne sono un po' di tutti materiali, dalla canapa al sintetico, con e senza inserti, con le ali, giorno e notte. Molti chiudono le ali con dei bottoncini che si usano per piegarli a forma di bustine colorate. In vendita ci sono delle borsine a due tasche impermeabili: una per quello pulito e una per quello sporco, se ci si deve cambiare fuori casa. Sul sito dove vendono i pannolini lavabili che vi ho già indicato ci sono anche assorbenti lavabili di tutti i tipi, ma anche innumerevoli siti italiani se ne occupano.
  • ASSORBENTI BIODEGRADABILI: l'azienda WIP vende salvaslip biodegradabili al 100% e assorbenti con biodegradabilità superiore al 95%. Io li ho trovati scomodi, con scarsa assorbenza rispetto ai tradizionali, con la tendenza ad accartocciarsi. Però io trovo gli assorbenti esterni scomodi in generale, quindi non faccio testo;
  • COPPETTA MESTRUALE: personalmente sono una sostenitrice di questo rivoluzionario prodotto: è una coppetta di silicone da inserire internamente, ha una grande tenuta, dura ben 10 anni e costa solo una trentina di euro comprese le spese di spedizione. La consiglio alle donne che hanno confidenza con il proprio corpo e che usano assorbenti interni senza problemi. E' facile da usare ed è comodissima: si piega, si inserisce, con la stessa frequenza degli assorbenti la si svuota nel WC, la si sciacqua e la si rimette. Tra un ciclo e l'altro la si fa bollire 5 minuti per disinfettarla. L'unico problema può essere svuotarla fuori di casa, in tal caso si può usare una bottiglietta d'acqua per sciacquarla o la si asciuga con una salviettina. Non preoccupatevi, è igienica e decisamente migliore per la salute, in quanto non dà allergie, non irrita, non lascia fili. Si chiama Mooncup e si può acquistare in rete in Italia sul sito della Bottega della Luna o direttamente dai produttori in Inghilterra, e in tal caso costa meno e inquina per un solo trasporto. Provatela, vi sentirete liberate!

mercoledì 27 agosto 2008

PANNOLINI ECOLOGICI?

Pare che assorbenti esterni e pannolini usa e getta impieghino circa 500 anni a decomporsi, con la conseguenza che le discariche del mondo occidentale si riempiono di prodotti (le donne provino a fare un conto...) di difficile smaltimento.

Qualche dato sui pannolini:

in Italia ogni giorno si utilizzano più di 6.000.000 di pannolini usa e getta, che, pur usati solo per una piccola parte della popolazione, costituiscono più del 4% di tutti i rifiuti domestici; per produrli ogni giorno vengono abbattuti più di 12.000 alberi. Il cloro usato per produrre la cellulosa dei pannolini mono-uso rilascia sostanze tossiche che contaminano l'acqua, l'aria e la terra. La plastica viene ricavata dal gasolio, una risorsa non rinnovabile. Questi pannolini riempiono i depositi di rifiuti e occupano molto spazio. Inoltre, i batteri e i virus presenti nei pannolini sporchi possono rimanere attivi per settimane, contaminando le falde acquifere (fonte).

Le alternative sono:
  • i pannolini lavabili: ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le tasche, in genere garantiscono un significativo risparmio rispetto agli usa e getta, e alcuni modelli sono pure molto belli da vedere. C'è il modello a tre pezzi, a due o il "tutto in uno"; ci sono quelli a taglie diverse e quelli a taglia unica coi bottoncini o il velcro per regolare la misura; quelli bianchi e quelli colorati; quelli di cotone, canapa, tessuto sintetico, e così via. Certo c'è la fatica di lavarli, ma con un po' di abitudine non credo siano poi così difficili da usare. Non ho ancora figli ma in futuro intendo acquistarne alcuni (ne bastano meno di 20) del tipo a mutanda con l'inserto rimovibile all'interno, taglia unica con chiusura a velcro Mommys Touch, che mi sembrano i più comodi. Guardate un po' qui quanto sono belli. Tra l'altro acquistandoli all'estero si risparmia col cambio, anche considerando le spese di spedizione (dogana permettendo);
  • pannolini fai-da-te: per chi è capace c'è la possibilità di creare pannolini lavabili con la macchina da cucire; in rete si trovano esperienze e cartamodelli, come ad esempio qui, qui, oppure qui;
  • i pannolini biodegradabili (?): il tipo più venduto (Moltex), prodotto con cellulosa non sbiancata e imballaggio 100% biodegradabile, in realtà è ecologico solo in parte (utilizza solo il 20% in meno di gel assorbente sostituendolo con gel biodegradabile di fecola di mais); il pannolino monouso più “sostenibile” al momento sul mercato è il pannolino Naturaè baby dell'azienda Wip, biodegradabile all’80%;
  • il pannolino "flushable": solo negli USA e in Canada si possono acquistate pannolini con una mutandina impermeabile colorata riutilizzabile e una parte usa e getta che si butta nel water (sì, avete capito bene); li potete vedere qui: http://www.gdiapers.com/. Appena li ho visti ho pensato: ecco, io voglio questi per i miei figli! Comodità e sostenibilità! Poi però la delusione: in Europa proprio non si riescono ad acquistare, nemmeno in rete (le ho provate tutte; l'unica sarebbe ebay ma non si trovano sempre tutte le taglie e costano molto); per di più ho letto da qualche parte (ma non ricordo dove) le critiche degli ambientalisti americani perché la parte usa e getta in realtà non sarebbe del tutto ecologica, ahimé (è da approfondire, nel caso arrivasse in Italia);
  • l'EC: alcuni genitori, a mio parere molto coraggiosi, riescono a fare a meno dei pannolini. Andate a vedere come fanno: http://www.evassist.it/ .

Trovate una trattazione completa dell'argomento nel manuale "Cambiare il pannolino", scaricabile gratuitamente (http://biodetersivi.altervista.org/allegati/manuale_pannolini.pdf).
Nel prossimo post discorso analogo sugli assorbenti.

Coraggio, ecodonne ed ecogenitori!